ALTRE RICETTE LOCALI RIGUARDANTI I PESCI
LA SBROSCIA E' il piatto più caratteristico dei pescatori del lago di Bolsena. La preparazione avviene mettendo in un tegame di terracotta o in un pignatto i pesci ridotti in tranci, possibilmente di specie diverse (tinca, anguilla, luccio, persico reale, scardola, latterini, granci e gamberi di lago), insieme ad aglio, olio, cipolla, peperoncino, patate ed erbe aromatiche secondo i gusti (prezzemolo, basilico, mentuccia) aggiungendo tanta acqua (di lago raccomandavano un tempo i pescatori) a seconda dei piatti da preparare. Si lascia bollire un po', poi si aggiunge il pomodoro. A cottura ultimata si preparano delle scodelle con pane abbrustolito e vi si versa sopra la zuppa. Era tradizione mangiare la sbròscia con le mani.
LATTERINI ALLA BRACE "SCOTTADÉTO" I latterini, privati o meno del ventrame, vengono infilsati in spiedini e messi sulla graticola ad arrostire avendo cura di cospargerli con olio e sale. La ricetta riprende una vecchia tradizione dei pescatori che, per colazione spesso mangiavano i latterini a scottadéto facendoli arrostire sui carboni ardenti del fuoco che accendevano per scaldarsi una volta tornati dalla pesca.
MINESTRA DI TINCA Si fa soffriggere in un tegame olio, cipolla, carota, sedano, prezzemolo, uno spicchio di aglio, sale e pepe si aggiunge poi la tinca e si lascia ancora soffriggere per alcuni minuti. Viene poi aggiunto il passato di pomodoro diluito con acqua sino a coprire completamente il pesce. Quando il sugo assume una certa densità si passa in un altro tegame aggiungendo acqua bollente. Tolta la tinca è pronto il brodo per la minestra ove è consigliabile aggiungere i tagliolini.
TROTA ARROSTO IMPANATA La trota, una volta privata delle interiora e lavata, viene girata in un preparato a base di pane grattugiato con sale, pepe, aglio e prezzemolo tritati. Il pesce viene poi messo ad arrostire sulla graticola.
FRITTURA DI LAGO Sono preferibili i pesci di piccola taglia e quando sono troppo grandi devono essere ridotti in tranci. Per le fritture di lago sono particolarmente indicati i latterini, le tincherelle, le piccole scardole, i luccietti e i persichetti.
PESCE ARROSTO ALLA BRACE Il procedimento è simile a quello già visto per il coregone. Sono inoltre particolarmente indicati per questo tipo di cucina il cefalo, la trota, la tinca, la scardola detta lasca e il luccio.
PESCE AL FORNO Sono adatti per essere cucinati al forno il persico reale, il luccio, il coregone, il cefalo, la trota e, in particolare, la tinca, i lattererini e la scardola (lasca). Il pesce, una volta pulito, viene messo in una teglia aggiungendo olio, pepe, sale, aglio, finocchio selvatico, rosmarino, salvia ed aceto diluito con vino secco per renderlo meno forte. Poi si pone in forno fino a cottura ultimata. Per la tinca si prepara un ripieno con le interiora (escluso il fiele che è amaro) soffritte con olio, aglio, sale e prezzemolo. Il ripieno poi viene messo nel ventre della tinca e legato con uno spago. Prima di mettere in forno si possono aggiungere patate tagliate a fette e condite con sale, pepe, olio e finocchio selvatico.
FILETTI DI PERSICO ALLA PIZZAIOLA Si fa soffriggere in padella olio, aglio, prezzemolo e peperoncino si aggiungono poi origano e pomodoro e si lascia bollire dopo di che si sistemano i filetti di persico reale e si lasciano cuocere.
MARINATO Possono essere adoperati per la marinatura tutti i tipi di pesce anche mischiati insieme. Sono preferibili pesci di piccola taglia: luccietti, tincarelle, piccole scardole (laschette), latterini, persichetti. Se i pesci sono grandi come i coregoni, si deve provvedere a ridurli in tranci. I pesci, puliti ed asciugati, vengono messi a friggere nell'olio bollente senza infarinare. Separatamente si fa bollire per una ventina di minuti dell'aceto con sale, pepe, aglio, peperoncino, rosmarino, salvia e limone a spicchi. I pesci fritti, una volta fatti raffreddare vengono stipati in un recipiente di terracotta o di vetro dove si versa il preparato di aceto. Il recipiente viene poi chiuso ermeticamente e posto in luogo fresco e preferibilmente buio. Il marinato può essere consumato dopo una ventina di giorni dalla preparazione.
PESCE LESSATO  E' la stessa ricetta vista a proposito del coregone ma che può riguardare anche la trota, il cefalo e soprattutto il luccio ed il persico reale.
GAMBERETTI IN PADELLA Si mette a soffriggere in una padella, aglio e peperoncino poi si aggiungono i gamberetti e si lasciano cuocere finché non assumono una colorazione rossastra, si aggiunge allora un po' di farina e si lascia ancora cuocere per qualche minuto.
FRITTELLE DI GAMBERETTI Si prepara una pastella con uovo, farina, acqua e sale e vi si mescolano i gamberetti. Un cucchiaio alla volta, la pastella viene poi messa a friggere nell'olio bollente.
FRITTURA DI RANE La carne della rana è considerata ottima soprattutto se cucinata fritta. Una volta tolte la testa, le interiora e la pelle, le rane vengono lasciate ad ingrossare nell'acqua per qualche ora. Si provvede poi ad irrorarle con uovo sbattuto ed a friggerle nell'olio bollente.
PESCE IN UMIDO E' una ricetta culinaria che riguarda diverse specie di pesci: anguilla, persico reale, luccio, persico-trota, pesce gatto, tinca.
Il pesce, pulito e ridotto a tranci, viene posto in un tegame dove si lascia soffriggere per una decina di minuti insieme ad olio, sale, cipolla (o aglio, a seconda dei gusti), prezzemolo (o basilico). In seguito si può aggiungere del vino bianco e secco, la passata di pomodoro, e si lascia al fuoco sino a cottura ultimata.
Il sugo ottenuto può anche essere utilizzato per il condimento degli spaghetti.