Bolsenanew Bolsena
Bolsena
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Bolsena la Volsinii romana, fondata nel 265 a. C. con la popolazione deportata dall’etrusca Velzna (forse l’odierna Orvieto), è adagiata sulla riva nord-orientale del lago omonimo (il secondo, per grandezza, dell’Italia centrale), al centro del complesso dei monti Volsini.

Il Borgo medievale, perfettamente conservato, è dominato dalla
rocca, a pianta quadrata munita di quattro torri, eretta dagli Orvietani nel XII sec. e attualmente sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena dove, attraverso interessanti reperti villanoviani, etruschi e romani, e con pannelli didattici, sono illustrate le vicende del popolamento nei secoli del bacino lacustre.

Il muto linguaggio delle pietre, nella struttura dell’anfiteatro (località Mercatello), nelle grandi cisterne, nella piazza del foro (scavi di Poggio Moscini), nel complesso delle

catacombe e nella rete dei cunicoli, che dalla città romana avanzano sino quasi al castello medievale parlano ancora della grandezza di Bolsena nel tempo.

Bolsena,
diede i natali al filosofo Rufo, al grammatico M. Fabio Quintiliano, al poeta Rufo Festo Avieno e al prefetto al pretorio Seiano, protagonista della politica imperiale ai tempi di Tiberio, negli anni 27-31 d. C., ed entrato presto nella leggenda, assieme alla sua famiglia (incisione Adami delle terme di Seio Strabone).


E' altresì nota per il miracolo Eucaristico.
Nel 1231 un sacerdote boemo, nel corso di un pellegrinaggio a Roma, ebbe a dubitare della reale presenza di Cristo nell’Eucarestia.
Pervenuto a Bolsena, nella chiesa di S. Cristina, celebrò la Santa Messa e, al momento dell’elevazione dell’ostia consacrata, vide sgorgare da essa del sangue, che bagnò il corporale, trasferito poi nel duomo di Orvieto, e la mensa dell’altare (le cosiddette Sacre Pietre).


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